Ciao ragazze! ciao ragazzi!

messi da parte i bagordi natalizi, in vista del Capodanno vale la regola per cui (quasi) tutto è concesso ma per non ritrovarsi dopo a pentirsi dei troppi bagordi alimentari fatti, è meglio evitare di eccedere tutti i giorni, avendo una routine alimentare più salutare nei giorni non di festa. Non si tratta solamente di una questione di peso quanto e, soprattutto, di salute perché soprattutto a partire da una certa età tutto quello che mangiamo può essere il nostro più potente alleato o, al contrario, il nostro più nemico più pericoloso.

Mangiare senza glutine – cosa sapere Parte II

Nella prima parte del mio articolo sui cereali vi avevo parlato dei cereali con e senza glutine, di quali preferisco e quali vi consiglio, e vi avevo dato la mia opinione sugli alimenti senza glutine in commercio. Adesso, invece, mi concentrerò su un argomento che moltissime persone non conoscono: la germogliazione dei cereali e del perché io non posso farne a meno… posso solo dirvi che ho iniziato ad amare la germogliazione dopo aver sperimentato tanto, provando vari regimi alimentari, tra cui il veganesimo. Il mio scopo era quello di trovare il regime alimentare perfetto non solo per il fisico ma anche e soprattutto per la salute. Ed al riguardo, l’argomento cereali è da sempre molto dibattuto perché in base alla dieta che si segue, sono considerati salutari o nocivi. Per esempio: se per la paleodieta i cereali sono banditi, la dieta zona invece li considera obbligatori, e così dicendo. In base alla mia esperienza posso dirvi che i cereali rappresentano carboidrati fondamentali nonché il carburante del nostro organismo. Da lì ho iniziato a documentarmi per trovare il modo di renderli più digeribili possibile.

Ma cominciamo con ordine!

CEREALI GERMOGLIATI. DI COSA SI TRATTA?

Qualsiasi cereale, se sottoposto ad un processo di germogliazione, si evolve e diventa un super food decuplicando le proprie qualità e riducendo eventuali effetti collaterali. 

La fibra esterna del cereale, infatti, è la parte più dura e potrebbe risultare in certi casi poco digeribile, soprattutto per chi soffre di colite, diverticolite o di problematiche affini. Con il processo di germogliazione, invece, si mantengono i principi attivi del cereale, trasformandolo da un cibo devitalizzato ad un cibo che prende vita: un vero e proprio miracolo, e come accade per tutti i cibi “vivi”, i cereali germogliati contengono enzimi vivi che aiutano la digestione. Ciò a patto di non cuocerlo troppo, cosa che peraltro non è neppure necessaria dal momento che il cereale, con la germogliazione, si ammorbidisce e non necessità di tempi di cottura biblici ma anzi: si cucina in pochissimo tempo. Risultato? Il cereale germogliato è più salutare per il nostro intestino. Infine, con la germogliazione, i cereali contenenti glutine abbassano il loro indice glicemico del 50%: questo li rende perfetti anche chi soffre di intolleranze perché anche chi ha queste problematiche potrà usufruire delle proprietà contenute nei cereali.

COME FARE A GERMOGLIARE I CEREALI?

Far germogliare i cereali è semplicissimo e prevede sostanzialmente che il cereale venga messo in ammollo per una notte, l’indomani venga sciacquato e tenuto coperto in un ambiente senza luce, per rifare lo stesso passaggio la sera successiva. Dopo circa due giorni di ammollo, vedrete comparire sul cereale la classica “testina bianca”, indice dell’avvenuta germogliatura, ed a quel punto il cereale sarà pronto per essere cucinato.

Questo è il procedimento standard anche se i tempi esatti variano da cereale a cereale, e dipendono dalla consistenza e durezza di ciò che vogliamo far germogliare.

Ad esempio: per cereali come la quinoa basta una sola notte in ammollo ed ha tempi di cottura rapidissimi, per questo motivo riesce a mantenere gli enzimi vivi, mentre per il riso, che presenta un rivestimento molto duro, sono necessarie 2 notti. 

Un’eccezione va fatta per il miglio

Che non può essere germogliato in quanto si tratta di un cereale già decorticato e pertanto odia gli ambienti umidi: conservato troppo tempo in un ambiente umido rischia di rovinarsi. Per questo motivo io lo tengo al massimo a mollo per un tempo compreso tra le 12 e le 20 ore per farlo ammorbidire e velocizzare i tempi di cottura.

QUALI CEREALI FAR GERMOGLIARE

È possibile far germogliare tutti i cereali, ed io stessa non posso più farne a meno perché vedo la differenza. Ovviamente questo discorso non vale per tutti quei prodotti confezionati a base di cereali che utilizzo magari la mattina per colazione (link articolo colazioni) come, ad esempio, le mie adorate tartine di grano saraceno o le gallette di riso, che comunque cerco di non consumare troppo spesso perché trattandosi di un cereale raffinato rischia di perdere le sue proprietà nutritive ed ha un indice glicemico alto. In questo caso, però, la regola fondamentale è di controllare le etichette, scegliendo cereali biologici ed integrali che sono i migliori per il nostro organismo. Un’altra cosa che consumo non germogliata è il caffè d’orzo, ma solo sporadicamente e come alternativa ad altre soluzioni. Per il resto, faccio germogliare tutti i miei cereali prima di consumarli.

E visto che nella vita le eccezioni confermano la regola, un prodotto confezionato che adoro è il pangermoglio. Questo pane, a base o di farro o di grano germogliato, è un vero e proprio pane ma dalla consistenza simile a quella di una brioche, il che lo rende perfetto anche come dolce sia la mattina, in abbinamento alla mia nutella proteica, che la sera, quando ho voglia di fare uno spuntino dolce dopo cena.
Il mio pangermoglio preferito è quello del brand “La finestra sul cielo”, che si trova nei migliori supermercati biologici.

Inoltre, visto che la germogliazione fa abbassare del 50% l’indice di glutine presente nei cereali, è un pane che può essere mangiato davvero da tutti e che non manca mai nella mia routine alimentare.

Il mio preferito è del marchio “La finestra sul cielo” e si trova nei migliori supermercati biologici.

RICAPITOLANDO: VANTAGGI (E SVANTAGGI?)  DEI CEREALI GERMOGLIATI 

  • Maggiore digeribilità;
  • Abbattimento dell’indice glicemico del cereale che diventa anche più proteico, come meno carboidrati;
  • Duplicazione dei principi attivi del cereale che si arricchisce di amminoacidi essenziali;
  • Minori tempi di cottura.

Unico neo, se proprio lo vogliamo trovare, è il fatto che questo processo non è proprio brevissimo: se volete consumare i cereali germogliati dovete programmare per tempo il vostro pasto visto che, tranne per cereali come miglio e quinoa, solitamente sono richiesti due giorni di ammollo, ma alla fine ne vale la pena… provare per credere!

Spero che questa seconda parte del mio articolo sui cereali vi sia piaciuto, vi aspetto nei commenti per sapere se vi siete cimentate anche voi e come vi siete trovate. Nel frattempo, se avete perso la prima parte del mio articolo e se volete leggere altri articoli che ho scritto sull’alimentazione, date un’occhiata anche a questi link 😉

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